Destini...
Alle volte il destino gioca strane carte.
Incrocia la tua vita con persone che mai immagineresti.
Completamente diverse da te, provenienti da un mondo che tu hai letto solamente nei libri di scuola...anni e anni fa.
Incroci questa persona e nasce un feeling immediato.
Simpatia, s'intenda. Ma in questa citta' di solitari il fiorire di un rapporto e' come l'oro. Qualcosa di veramente prezioso.
Dopo un primo contatto nasce la voglia di rivedersi.
E cosi' origina questo venerdi', finalmente di festa,
dopo tanto sudore sulla tastiera.
Un venerdi che spendiamo girellando,
come ai vecchi tempi, la citta'.
Il tempo e' clemente. Gli ultimi calori prima di un rigido inverno. Cosi' decidiamo di godercelo. Shopping da whole food, pranzo nel parco, ancora umido.
Il parco e' sempre lo stesso, affollato di gente in cerca di pace. Affollato di gente che sbarca il lunario suonando musica, offrendo spettacoli.
Ma non basta.
Il parco non basta cosi' direzione sud, linea 2 (red) destinazione Brooklyn height.
La skyline di downtown ci aspetta.
Brooklyn Height e' veramente figa, sembra un altro mondo.
Stradine piccole e silenziose, un paradiso.
E in fondo a una di queste stradine...la skyline. Da mozzare il fiato.
Per di piu' presa al tramonto!
Questa citta' e' adorabile, l'ho sempre detto!!
Microserf
Nessuno venga piu' a dirmi che la letteratura americana fa cagare.
Da quando sono qui ho letto molto.
Ho letto:
- Ellis: The rules of attractions
- Coupland: All families are psychotic, Microserf
- Nersesian: The fuck-up
- Bourdain: The Bobby gold stories
Gran libri.
Oggi pero' c'e' una frase che mi ha fatto morire, e qui voglio trascriverla!
Tratta da Microserfs (1995):
Many geeks don't really have a sexuality-they just have work. I think the sequence is that they get jobs at Microsoft or wherever right out of school, and they're so excited to have this 'real' job and money that they just figure that the relationships will naturally happen, but then they wake up and they're thirty and they haven't had sex in eight years. There are always these flings at conferences and trade shows, and everyone brags about them, but nothing seems to emerge from them and life goes back to the primary relationship: Geek and Machine.
It's like male geeks don't know how to deal with real live women, so they just assume it's a user interface problem. Not their fault. They'll just wait for next version to come out- something more "user friendly".
My Adidas
Questa citta' mi sta corrompendo.Perche'? Boh, e' quello che mi son chiesto dopo il primo allenamento.
Questa fissazione non si e' ancora coniugata in costosissimi gadget, scarpe luccicanti, vestiti ultrafirmati, strane manie salutiste.
Sto praticando con un paio di adidas (100$), un paio di calzoncini adidas (30$), kiway (gratis), maglietta (gratis).
Per il resto non c'e' da preoccuparsi, la solita vita di sempre.
Alcool, fumo e alimentazione alterata.
New York, ti ho dato un dito, non ti prenderai tutto il braccio!
Eccheccazzo!
(Per gli ignorantoni il titolo e' un riferimento ad un mitico gruppo rap degli anni 80. Pace all'anima loro).
NYC Maraton
Allora si, ho visto questa maratona.
Anche se non avessi voluto son stato costretto da forza maggiore.
Alle 6 del mattino hanno iniziato a montare le panche sotto casa mia. Che casualmente coincide col punto di ristoro del sesto miglio.
Cosi, carico la mia fidata A70, e mi metto all'opera.
Le donne sono previste alle 10.08, gli uomini alle 10.40, gli amatori dopo.
Cosi alle 9 scendo sotto casa e inizio a girellare.
Arrivano le donne, arrivano i professionisti.
Quindi arrivano i nostri.
La truppa Dada arriva verso le 11. In perfetto orario!
Per tornare a casa mia (e svuotare la memoria) devo aspettare 20 minuti (devono passare 50mila persone).
Ricarico le pile, scarico la macchina e m'avvio.
Destinazione 59/lexington, la discesa dal ponte del Queen. Uno dei momenti piu duri della corsa, il 16esimo miglio.
Qui c'e' poco spazio per vedere, cosi sosto poco e mi avvio verso central park (sono gia' le 13, i primi stanno per arrivare).
Trovo un posto al 25.2miglio, e li mi fermo per tutta la corsa.
Facce stravolte, gente che piange, gente che si arrende, gente che cerca conforto dal pubblico.
Un grandissimo calore in una giornata gelida.
E' un'emozione veramente grande trovarmi qui in mezzo.
Non riesco ancora a capire chi glielo fa fare, ma tanto di cappello a queste 50mila persone.
A chi ha vinto, a chi ha partecipato e anche a chi si e' ritirato.
Beccati
... alla maratona di NY! (tra 50mila persone)







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